A scuola di legalità

Venerdì 8 Aprile noi studenti del Liceo abbiamo avuto l’occasione di incontrare il magistrato Dario Scaletta, membro della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.
Solitamente questo tipo di incontro viene percepito come l’occasione per evitare qualche ora di lezione, ma in realtà non è stato così.
Oggi i giovani vedono la mafia come un problema distante dalla loro vita: o per la lontananza dai luoghi in cui essa è più presente o per semplice indifferenza nei confronti di essa, e nessuno di noi pensa che sia un nostro dovere di cittadini interessarsi a questo problema.
Scaletta è un magistrato un po’ fuori dalle righe, molto piacevole da ascoltare, ma soprattutto sa come coinvolgere un pubblico di adolescenti. Egli vive ed opera a Palermo, quindi a stretto contatto con il fenomeno mafioso.
Tutto quello che ha raccontato è stato molto interessante e ha infranto quella forte barriera di pregiudizi e luoghi comuni che un giovane è solito avere riguardo la legge e le istituzioni. Egli è riuscito a farci capire l’importanza del suo lavoro, che molto spesso gli altri sottovalutano, non solo i giovani. Egli ci ha trasmesso dei valori fondamentali, come il bene della nazione, che è più importante della tranquillità familiare.
Aristotele ha scritto che l’essere umano per vivere e per ricercare la felicità ha necessariamente bisogno di una società, creata per essere mantenuta e protetta.
Falcone, Borsellino, lo stesso Scaletta e tutti gli altri magistrati sono come dei “guerrieri” che, affamati di giustizia, combattono tutti per lo stesso ideale: proteggere la nostra società da coloro che provano a corromperla e distruggerla come i mafiosi, e questo compito li espone costantemente a rischi elevati.
L’incontro con uno di questi “guerrieri” ci ha permesso di comprendere fino in fondo il grande impegno che essi mettono nel proteggerci e siamo convinti che questa mattina qualcosa abbia scosso profondamente le coscienze di tutti i ragazzi presenti.
Un’esperienza significativa, che lascerà in noi un segno e che ci invita a riflettere su un aspetto del nostro paese, al quale non sempre si presta un’adeguata attenzione.
Fonte: Gli studenti della III A scientifico
