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Liberi o determinati?

Un percorso filosofico-cinematografico

E’ possibile fare filosofia attraverso il cinema? Un film può essere letto e interpretato in chiave

filosofica? Il prodotto cinematografico può offrire elementi di discussione per un dibattito filosofico

sui grandi temi dell’umanità?

 

  adaline   exmachina 

 

 minority

Queste e altre domande potremmo porci durante la visione di un film. Immagine e parola in esso si coniugano con altre componenti (la musica, il montaggio, il movimento) per confluire in un unico discorso complesso in grado di suscitare domande e interrogativi di varia natura in una mente disposta alla riflessione.

Il corso “La filosofia al cinema” proposto agli studenti dalla fine del mese di gennaio alla prima metà di febbraio si pone in un’ottica di continuità con l’esperienza avviata ormai da tanti anni ed in stretta relazione con il percorso teorico delineato nel precedente anno scolastico.

La cornice teorica entro cui si svilupperà l’attività di discussione teorica è racchiusa entro i termini della riflessione sulla natura della mente e del tempo, quest’ultimo inteso nel senso kantiano di una delle due condizioni (assieme allo spazio) senza le quali non si dà alcuna esperienza possibile al soggetto. L’obiettivo è quello di indagare, attraverso i film selezionati (da “Minority Report” ad “Adaline” ed “Ex machina”) il nesso tra la mente e il corpo da una parte, e tra la libera volontà dell’individuo e la sua concreta attuazione nel contesto temporale dall’altra.

Per provare a rispondere ad una domanda: la spinoziana libera necessità è un sofisma filosofico o una dura realtà con la quale confrontarsi?

Prof. G. Restivo


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