Lettera Aperta al consiglio di classe, con particolare attenzione alla prof.ssa Mobilia
Noi, studenti della classe VBL, in seguito a quanto scritto nella pagina a noi dedicata nell’annuario dell’a.s. 2016/2017, desideriamo chiarire i malintesi che si sono creati.
Era nostro intento concludere il quinquennio con una foto nell’annuario che potesse essere in qualche modo un resoconto della bellezza dell’intero quinquennio trascorso al Liceo. Così, abbiamo pensato di disporre una cornice intorno alla foto della nostra classe su uno sfondo che potesse trasformarsi nella parete di un museo, a perpetuo ricordo di questi anni felicemente pieni. Da qui il “Museo delle glorie del Liceo” in cui tutta la classe –compresi i docenti in posa con noi- si sono trasformati in soggetti di un quadro.
Una volta ottenuto il quadro, abbiamo inserito una brevissima descrizione che riportava -proprio come nei libri di storia dell’arte- le dimensioni (50x70 puramente casuali), gli anni di produzione (2012-2017 ovvero gli anni di permanenza al Liceo), il luogo di esposizione dell’opera (Museo delle glorie del Liceo) e la tecnica di realizzazione (quattro su tela). Immediata pare subito l’ironia che abbiamo utilizzato subito sempre e solo verso noi stessi: il “quattro su tema” (che ricalca il tipico “olio su tela”) è un chiaro riferimento alle gravi insufficienze ottenute da alcuni dei nostri compagni nelle simulazioni di I prova (italiano) dell’Esame di Stato.
In secondo luogo, dopo aver riportato anno, tecnica di realizzazione, luogo d’esposizione e dimensioni dell’opera, abbiamo voluto proporre un commento critico sull’opera -proprio come nei libri di testo di storia dell’arte- che potesse ricalcare tutto l’arco dei cinque anni trascorsi al Liceo. La descrizione critica dell’opera, dovendo riguardare un’opera d’arte (VBL), doveva preferibilmente venire stilata da una persona artisticamente a noi vicina: il docente di storia dell’ arte. Se infatti il tema della foto avesse riguardato la letteratura, probabilmente avremmo scelto il docente di lettere. Se il tema fosse stato la cultura tedesca, allora il commento sarebbe stato pronunciato dal docente di tedesco.
In seguito, nella descrizione abbiamo voluto che comparissero degli aggettivi che corrispondessero alla personalità della classe (vivaci, dinamici, petulanti ecc) ed allo stesso tempo abbiamo riportato le frasi più memorabili pronunciate dai docenti in seguito ad episodi in cui quelle qualità sopra riportate (vivaci, dinamici, petulanti ecc) si sono fortemente manifestate nel corso dei cinque anni.
In particolare “la classe problematica” e la “classe peggiore del Liceo” sono epiteti che ci sono stati attribuiti nel corso del biennio, quando ancora la classe non conosceva la prof.ssa Mobilia.
Si potrebbe aggiungere che nessuna delle espressioni riportate tra virgolette è stata mai pronunciata dal docente di storia dell’arte. Tuttavia, un errore grafico di cui ci assumiamo le responsabilità può lasciare intendere il contrario, e ce ne dispiace molto.
Infine il “cit. Maria Mobilia” si riferiva all’intero commento dell’opera. Ribadiamo che la docente di storia dell’arte, proprio in quanto docente di storia dell’arte, avrebbe dovuto vestire i panni di critico e commentare il quadro “VBL”. Così, dopo aver delineato la personalità della classe e dopo aver ricordato gli epiteti con cui altri docenti hanno definito la VBL, il commentatore dell’opera avrebbe dovuto mettere in evidenzia la negligenza degli studenti nelle ore di arte. “Non è da tutti non fare nemmeno un’opera d’arte in classe, ma fare della propria classe un’opera d’arte” è infatti una frase fittizia e irreale (così come tutta la pagina) che mostra il disinteresse degli studenti nelle ore di lezione, proprio paradossalmente attraverso un’opera d’arte.
Con ciò si voleva evidenziare il fatto che la nostra classe non avesse ascoltato le lezioni con grande interesse; nel caso della storia dell’arte, questo atteggiamento di scarsa attenzione ha sempre riguardato soltanto noi studenti, mentre l’insegnante ha sempre compiuto il suo dovere più che egregiamente e su ciò i programmi possono testimoniare la serietà della docente.
Purtroppo, una serie di fraintendimenti ha fatto credere che con il commento alla foto fosse nostra intenzione ledere la dignità della docente di storia dell’arte. Premesso che non abbiamo mai danneggiato l’immagine di nessuno e ammesso che non si dovrebbe in nessuna occasione rovinare la dignità di una persona, per quale motivo avremmo dovuto proprio farlo ad una settimana dagli scrutini, ad una ventina di giorni dagli Esami di Stato e a poco più di un mese dall’abbandono totale del Liceo? Inoltre, se da una parte il nostro rapporto con la professoressa di storia dell’arte non è mai stato dei migliori, esso non è neanche mai stato dei peggiori, tant’è vero che abbiamo invitato la professoressa a scattare con noi la foto sull’annuario insieme agli altri docenti.
Ammettiamo, però, che l’aver inserito il nome della prof. senza chiederle il permesso è stato un errore di superficialità da parte nostra, che purtroppo ha reso ciò che voleva essere un felice ricordo uno strumento di offesa impertinente.
Porgiamo dunque le più sincere e profonde scuse alla prof.ssa Mobilia per l’accaduto e per la nostra ingenuità involontariamente commessa.
Chiediamo inoltre scusa a tutto il Consiglio di classe, al Dirigente Scolastico ed a Scuola Impresa per l’accaduto.
Distinti saluti, gli alunni di 5BL
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